Reggio Blog

Blog multitematico a Reggio Emilia e dintorni, uno spazio libero riservato a gente libera

Tra pochi giorni si festeggerà il cosi detto “ 25 Aprile “

DiPaolo Comastri

Apr 21, 2023


Che non è quanto prevede in quel giorno il Calendario Gregoriano, e cioè la festa di san Marco Evangelista, peraltro solennità patronale di Venezia e del Veneto, oltre che della città di Latina, ma è una festa nazionale della Repubblica Italiana che da 78 anni ricorre, appunto ogni 25 del mese di Aprile.
Ricorda il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), il cui comando aveva sede a Milano ed era presieduto da Alfredo Pizzoni, Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani, presenti tra gli altri anche il presidente designato Rodolfo Morandi, Giustino Arpesani e Achille Marazza, proclamò l’insurrezione generale, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà, di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa; parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi, assumendo il potere «in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano», stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato poi raggiunto e fucilato tre giorni dopo con il corollario della vigliacca e infame sceneggiata da macelleria messicana di Piazzale Loreto a Milano.
Fin qui la storia.
In questi 78 anni tuttavia, con il progressivo allontanamento storico di e da quelle vicende, questa ricorrenza si è trasformata in una sorta di fiction ideologica utilizzata da una parte dell’Italia contro l’altra solo ed esclusivamente per, come dire, contingenze presenti.
Purtroppo a questa intollerabile commedia si è aggiunta la davvero grottesca sceneggiata dell’Associazione partigiani, senza più partigiani, che ancora pretende il controllo di chi ha diritto di parlare e chi no in base al suo codice ideologico, impedendo cosi la ricerca di una memoria condivisa.
Quando si riconoscerà che l’uccisione di Benito Mussolini rappresentò si ( !!?? ) l’inevitabile rituale per il futuro dell’Italia, ma la bestialità di Piazzale Loreto ha certificato un’infamia incancellabile per la nascente democrazia ?
Quando si avrà il coraggio di ammettere che tra i partigiani c’era chi combatteva per la libertà e chi, la maggioranza, per instaurare un regime stalinista ?
Quando si concorderà nell’affermare che Salvo D’Acquisto fu un Eroe, non certo Rosario Bencivenga, responsabile principale dell’attentato a Roma di Via Rasella da cui poi scaturì il massacro delle Fosse Ardeatine ?
Quando, oltre ai 7 fratelli Cervi, uccisi in un contesto di guerra ancora in corso, si potrà portare un mazzo di fiori sulla tomba dei 7 fratelli Govoni accoppati a guerra finita per il solo motivo che erano ritenuti fascisti ?
Quando si arriverà finalmente a distinguere tra i veri partigiani combattenti da quelli finti e/o postumi o peggio dagli assassini sanguinari che con quegli ideali nulla avevano realmente a che spartire ?
Quando riusciremo a onorare chi ha combattuto lealmente da ambo le parti senza peraltro dimenticarci del “sangue dei vinti” ?
Quando si avrà la forza e soprattutto il coraggio, di ammettere che:
A morirono più civili a causa dei bombardamenti alleati che per le stragi nazziste.
B furono ammazzati più antifascisti nella patria del sole dell’avvenire che in Italia; in Russia centinaia di esuli, in Italia meno di una ventina.
C ha mietuto molte più vittime il comunismo in tempo di pace che il nazionalsocialismo in tempo di guerra, Shoa inclusa e compresa.
Tutto questo ci fa, quanto meno, diffidare da queste stuccose e stucchevoli “liturgie” celebrative del 25 Aprile.
Perchè quando una “festa” incrementa, come dire, la propria enfasi con il passare degli anni invece che attenuarla, come peraltro vorrebbe l’eterna legge dell’immutabile scorrere del tempo, significa che non solo si fonda sull’ipocrisia ma peggio è retoricamente utilizzata per meri fini politici
Perchè non si considera che gli italiani, nella loro stragrande maggioranza, e fors’anche di più, fino al 24 Aprile non erano certo stati “antifascisti”
Perchè, e ci si dimostri il contrario, questa festa non rappresenta assolutamente nulla di inclusivo e patriottico essendo, da sempre, solo ed esclusivamente la festa delle bandiere rosse
Perchè non rende il minimo onore al nemico negando pure dignità e memoria a tutti coloro che hanno dato la vita per la Patria pur sapendo che si trattava di una guerra perduta
Perchè continuando a celebrare solo il 25 Aprile, con il 2 Giugno le uniche ricorrenze civili rimaste in Italia, si riduce e minimizza la storia millenaria di una Nazione ai suoi ultimi 78 anni
Davvero troppo poco
Perchè, e sia ben chiaro, l’anti fascismo merita rispetto e riguardo a regime fascista vivo ed operante, ma termina inesorabilmente quando scompare l’antagonista da cui prende il nome; il Fascismo è morto e sepolto da una vita e non può certo sopravvivergli chi è nato, per giunta postumo, con l’esclusiva missione di abbatterlo
Perchè, in ultima analisi, il 25 Aprile è una festa unicamente celebrativa a differenza di altre ricorrenze come, ad esempio, quella del centenario della Prima Guerra mondiale che è ricordata anche nei suoi aspetti tragici e catastrofici con i suoi terribili errori e orrori.
Il 25 Aprile non ricorda, non ha MAI ricordato, le pagine buie, nere, sporche e sanguinarie che l’hanno accompagnata anche dopo la fine della guerra ma soprattutto non distingue e non ha MAI distinto, chi combatteva per la libertà da chi voleva instaurare un’altra dittatura in Italia.