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Putin, l’Europa e il Mondo

DiGiuliano Braglia

Giu 1, 2022

Macron non molto tempo fa era arrivato alla conclusione che la NATO fosse un “cadavere che cammina”, gli USA sembravano avere spostato definitivamente la loro area di principale interesse verso il Pacifico completando una nuova postura strategica iniziata sotto la presidenza Obama, proseguita da Trump e ripresa inizialmente anche da Biden con una continuità che andava bene oltre le abissali differenze tra i tre presidenti.

La nuova contrapposizione che caratterizzava il mondo dal secondo decennio degli anni 2000 sembrava essere quella tra USA e Cina, le due principali potenze economiche del XXI secolo, le uniche capaci di sopportare le spese di una ” lotta globale per il predominio sul Mondo”. l’Europa unita a parole ma di fatto divisa tra interessi non coincidenti, sempre gigante economico ma nano politico, e la Russia per la quale vale la considerazione contraria, sembravano oramai destinate a un ruolo secondario.

La mossa di Putin ha ottenuto l’effetto di modificare la situazione in maniera radicale e all’opposto delle sue aspirazioni. L’illusione di una Russia ” superpotenza” in virtù del suo potenziale nucleare ha ricevuto un colpo d’immagine drammatico sul suo ruolo percepito, ha “resuscitato” la NATO facendola diventare l’ossatura portante della sicurezza europea, ha compattato l’Unione Europea facendo trovare un denominatore comune tra il blocco franco-tedesco ( un po’ riluttante) e quello ben più deciso dei paesi orientali con la Polonia al primo posto.

Soprattutto ha spinto una Svezia a uscire dalla bisecolare neutralità e una Finlandia neutrale da 77 anni a chiedere di entrare nell’alleanza atlantica completando un accerchiamento della Russia che sembrava la cosa più temuta da Mosca.

Abbiamo tutti provato rabbia a vedere la vera e propria fuga da Kabul abbandonata dopo 20 anni ai talebani, a Mosca questo era sembrato il momento buono per ribadire il proprio ruolo di potenza dominante dell’Europa orientale con una mossa che ricorda quella di Mussolini in Grecia.

Di fatto come sono andate le cose sul terreno ricordano la disavventura fascista con il paese ellenico, la Russia ha dimostrato tutti i limiti della propria potenza con l’aggravante che se Biden ha fatto una magra figura a Kabul , Putin l’ha fatta a Kiev, il primo però ha dietro il grande potenziale tecnologico e industriale nordamericano, il secondo ha un paese che tolto l’arsenale nucleare ha dimostrato di basarsi solo su residuati dell’URSS e su una ricchezza di materie prime che esporta perché unica fonte di valuta pregiata in grado di pagare quel poco di potenza che le rimane.

E il resto del Mondo? Un po’ sta a guardare e un po’ ne approfitta. Ora la Russia non ha solo bisogno di alleati, quelli che ha sono piuttosto impresentabili, quanto di “tutor” economici che lo possano supportare ora ma soprattutto dopo. E la Cina, pur sbilanciandosi per Mosca il minimo sindacale, è lì che aspetta. Per il bene della Russia sarebbe bene guardare invece verso l’Europa, perché con un nemico si può fare la pace e trovare nuovi modi di convivere e magari diventare col tempo ( seppelliti i morti ) anche amici. Un amico infido e interessato è molto peggio.