Reggio Blog

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Lo zar Putin e il decadente occidente.

DiGiuliano Braglia

Mag 11, 2022

Putin e altri autocrati suoi pari sono profondamente convinti che le nazioni a democrazia liberale siano talmente deboli che basterebbe una robusta spallata per mandarle ulteriormente in crisi.

Per chi ha una memoria storica ricorderà che questa affermazione non è nuova, era una costante della propaganda fascista, nazista e comunista della prima parte del XX secolo. Il pensare che i dibattiti, le controversie e le violente polemiche tipiche della democrazia occidentale non siano prove di dinamismo e vitalità ma sintomi di decadenza è un errore sempre pagato caro tanto che nessuno di questi sistemi alternativi è mai vissuto abbastanza da vedere realizzate le proprie convinzioni.

Io posso discutere animatamente di argomenti anche sensibili come quelli di genere, relativi alla famiglia, dei diritti individuali (magari ritenendoli abusi egoistici in alcuni casi) ma mai mi sognerei di togliere agli altri il diritto al dissenso.

Poi è naturale trovarsi accanto questi avversari quando sono in gioco i valori fondamentali. La guerra in Ucraina ha queste caratteristiche: di incidere sui valori della Democrazia e della Libertà. Certamente nessun paese è ” bianco come la neve” ma esiste una differenza tra una democrazia acerba, travagliata e imperfetta e una Potenza che riassume in sé secoli di potere autocratico che si sente minacciata perché circondata da nazioni che non apprezzano il suo modo d’essere.

Chi viola i confini senza essere direttamente minacciato da una nazione, tra l’altro militarmente meno potente , può accampare tutte le scuse del mondo, qualcuna magari motivata (pure Hitler ne aveva) ma è un aggressore .

Se la nazione aggredita è una democrazia il ” voltarsi dall’altra parte” è la peggiore politica possibile che nessun uomo libero deve accettare. Le guerre non vanno fatte ma quando si subiscono vanno vinte perché è il modo migliore per difendere i nostri diritti, quelli dell’aggredito e spesso anche quelli, veri, di un aggressore che nella sconfitta ha l’opportunità di rompere con un ingombrante passato.