Oltre dodici anni fa abbiamo richiesto a gran voce, per la prima volta, che venisse cambiata la lapide esistente presso il cimitero di San Ruffino che riporta la dicitura errata “tragicamente scomparso” pur sapendo tutti ormai che Don Carlo Terenziani fu barbaramente assassinato.
Proprio nei giorni dell’anniversario della Liberazione chiediamo di ricordare anche chi è stato ingiustamente sacrificato nei giorni della Liberazione. Chi era Don Carlo Terenziani e quanto bene abbia fatto alla comunità locale possono testimoniarlo gli archivi parrocchiali e curiali della nostra provincia, oltre ad innumerevoli testimonianze locali.
Don Carlo fu ucciso dai partigiani comunisti, a guerra finita, il 29 Aprile del 1945 come riportato dal libro “La chiesa reggiana tra fascismo e comunismo” della Prof.ssa Rossana Maseroli e ripreso dal saggio di Giampaolo Pansa “Il sangue dei vinti”.
E’ storiograficamente falso omettere i meriti di un prete che erse chiesa, asilo e cimitero a Cà de Caroli oltre all’opera instancabile che per tutta la sua breve vita lo vide servire i suoi fedeli. L’ateismo e la menzogna storica che buona parte della stessa sinistra ha per tanto tempo professato dovrebbero dare spazio, dopo sessant’anni, alla decenza e al decoro di un riconoscimento, insieme ad una ferma condanna di quel terribile episodio.
Facciamo pertanto appello al Sindaco ed ai consiglieri comunali cattolici affinché con noi si impegnino in futuro a ricordare la memoria di questo operoso sacerdote vittima delle rappresaglie antifasciste.
Elena Diacci
presidente FDI Don Carlo Terenziani