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i nomi delle 76 donne uccise dai partigiani comunisti!

DiIvaldo Casali

Mar 8, 2022

La finalità di questo elenco di 76 donne (della Provincia di Reggio Emilia) uccise dai partigiani, durante il periodo bellico 1943-1945, a fine guerra e dopo, è quella di ricordarle pubblicamente, rendendo vivo il loro sacrificio. Allo stesso tempo, si cerca di sensibilizzare coloro che possono ancora dare utili informazioni per il ritrovamento del luogo di sepoltura delle 19 donne ancora disperse. È giusto rappresentare che molte donne di questo elenco (25 di esse trucidate dopo la fine della guerra), prima di essere prelevate e uccise, hanno dovuto subire anche umiliazioni, torture e stupri, anche collettivi. C’è anche un altro aspetto: molte di queste donne vengono uccise dai partigiani insieme ai propri mariti o ai propri famigliari. Vengono prelevate di solito con il buio con irruzioni nelle abitazioni. Portate via. Le modalità dell’uccisione vengono nascoste. Uno dei motivi per non far ritrovare il corpo, che anche dopo la morte potrebbe rivelare cosa fecero alla vittima i carnefici. Nei casi in cui avviene la mancata restituzione dei corpi delle donne il comportamento dei partigiani ha raggiunto il culmine del più bieco disonore che sempre deriva da simili orrori, in tutte le epoche della nostra storia. Nel territorio reggiano, non essendoci Foibe carsiche a disposizione per fare sparire gli uccisi, probabilmente diverse delle vittime ancore disperse sono state gettate nella fornace di Cà de Caroli a Scandiano, nel «cavoun» di Campagnola, nella cava della fornace di Fosdondo di Correggio, nei pozzi neri presso le case coloniche, o in fosse comuni ancora ignote. Così indica anche lo storico cattolico reggiano Professor Sandro Spreafico nei suoi volumi: “Il 1° gennaio 1945, i partigiani nella zona di Scandiano prelevarono dalle abitazioni (…) Gina Ganassi: furono giustiziati sbrigativamente in luoghi diversi e si gettarono quindi i cadaveri nella fornace di Ca’ de Caroli”.[1]

A supporto del severo giudizio nei confronti degli autori dei delitti perpetrati nei confronti di queste donne, voglio riportare lo stralcio di un intervento che svolse alla Camera dei deputati, il 14 Febbraio 1951, l’Onorevole della Democrazia Cristiana Professor Pasquale Marconi, Vice Commissario del Comando Unico delle formazioni partigiane nell’Appennino reggiano durante la guerra:

 () Ora, non per sentito dire, ma perché ho il piacere di aver combattuto insieme con i comunisti, purtroppo ho visto quel che sono capaci di fare in male (oltre che in bene, perché li ho visti anche combattere bene), posso dirvi che li ho visti commettere atti di una ferocia tale da non aver nulla da invidiare a quelli commessi dai nazisti! (Proteste all’estrema sinistra). Voi avete dimostrato, specialmente in Emilia, specialmente nella nostra zona, questa ferocia, e non mi riferisco all’epoca della lotta partigiana, ma a dopo. Sono disposto a spiegare anche i fatti avvenuti dopo;ma la vostra stampa, il vostro partito, i vostri esponenti non hanno mai condannato alcuno di questi assassini, alcuna di queste stragi, perché evidentemente anche la strage e l’assassinio entrano nel vostro metodo ()

Nella circostanza della pubblicazione di questo elenco di donne uccise barbaramente dai partigiani ritengo doveroso citare anche la storia di Marianna Azzolini, nata a Vetto il 16 Aprile 1916 e morta a Desenzano del Garda il 13 Ottobre 1989. Mi si permetta di ricordarla come esemplare delle donne che, invece di rimanere uccise, sopravvissero agli abusi compiuti dalle formazioni partigiane comuniste, portando dentro di sé per tutta la vita il ricordo e le ferite di quelle violenze. L’Azzolini dopo l’assassinio del fratello, Dottor Pietro Azzolini, viene prelevata da casa il 28 Novembre 1944 da un gruppo di partigiani. Subisce violenza di gruppo da costoro, viene costretta a seguirli lungo il crinale innevato dell’Appennino, quasi a piedi nudi, subendo ogni sorta di umiliazione. Processata dal «tribunale partigiano», a Ligonchio, il 28 Gennaio 1945, viene condannata a morte, rischia di essere fucilata, ma grazie all’aiuto del sopra citato Pasquale Marconi, si salva. Giusto ricordare che nell’Aprile 1944 Pasquale Marconi era stato arrestato e detenuto nelle carceri di Parma come fiancheggiatore della guerriglia partigiana. Grazie all’interessamento di Marianna presso le autorità della Rsi di Reggio Emilia ottiene la scarcerazione. Marianna Azzolini verrà processata dalle Sezioni Speciali della Corte d’Assise, insieme a molte ad altre donne, e verrà condannata a 18 anni per collaborazionismo, poi amnistiata, vivrà, per sempre, lontana dalla casa nativa. La storia di Marianna Azzolini, grazie al coraggio della nipote Laurenzia, è stata raccontata e ricostruita dalla scrittrice modenese Elena Bianchini Braglia nel libro Calvario Rosso. Marianna Azzolini. Storia di una violenza partigiana”.[2]

Elenco delle donne uccise dai partigiani comunisti nel Reggiano  (E’ solo il caso di premettere che quasi tutte le donne prima di essere uccise subirono violenza sessuale o mutilazioni).

  1. Alessandrini Sandra di Guido e Mazzoni Paolina, nata a Reggio Emilia il 25 Maggio 1910. Residente a Castellarano, uccisa a Montefiorino il 20 Luglio 1944 e la salma riesumata il 21/9/1945 a Macchia di Dignatica di Prognano (figlia di Guido Alessandrini – Farmacista – ucciso a Montefiorino il 20 Luglio 1944, insieme ad altri compaesani), morta probabilmente mentre si recava alla ricerca del padre – voci asseriscono che fu violentata”.[3]
  2. Balboni Rina, Reggio Emilia, uccisa il 24 Aprile 1945.[4]
  3. Barbieri Anna, a  Levizzano di Baiso (RE) uccisa il 26 Ottobre 1944.[5]
  4. Barchi Benedetta di Bernardo e Manicardi Concetta, di 50 anni, nata a Scandiano e residente a Bagnolo, Ostetrica comunale. Prelevata da casa il 10 Maggio 1945, fu seviziata e sepolta viva.[6]
  5. Barozzi Manganelli Emma, Scandiano (RE), uccisa il 20 Ottobre 1944 (madre di Marino Barozzi ucciso il 2 Maggio 1945 a Borzano di Albinea).  Il corpo non è mai stato restituito.[7]
  6. Bassoli Anna, nata a Correggio il 22 Marzo 1924 – Ausiliaria – viene uccisa l’8 Gennaio 1945 a Campagnola. Il suo corpo, assieme a quello di una persona di Roma, Michele Rambelli, sarà trovato alcuni anni dopo la fine della guerra durante i lavori di aratura nel podere della famiglia del Dott. Beltrami di Cognento. Durante una successiva traslazione dei resti al Cimitero di Campagnola venne controllato, dal foro sui crani, il calibro del proiettile usato per l’esecuzione a freddo.[8]
  7. Benatti Maria, Ausiliaria della GNR, di Fernando e di Valenza Leontina (Madre di tre bambini), nata a Luzzara il 15 Agosto 1916. Morta il 22 Maggio 1945 in località Veneria di Villarotta di Luzzara, dopo essere stata prelevata il 26 Aprile 1945 insieme a Mellini Annabice. Dovettero subire dai partigiani un processo del popolo, taglio dei capelli, e furono violentate e uccise. Dei loro cadaveri emersero i piedi nelle acque del torrente Tagliata che passa nell’Agro di Villarotta. Il resto era affondato con macigni legati a fil di ferro. In quelle terre spadroneggiava il commissario politico, nome di battaglia Maggi”.[9]
  8. Bergamaschi Maria di Irma, di anni 18, Correggio (RE). Prelevata da casa e uccisa il 4 Marzo 1945.[10]
  9. Bocedi Bizzarri Maria di Zefferino e Zini Adele, 27 anni, Campagnola (RE), prelevata con il marito Bizzarri Carlo Antonio e uccisi il 28 Aprile 1945.[11]
  10. Burani Luigia di Antonio e di Possenti Ergenide, Ausiliaria, nata a Quattro Castella il primo Luglio 1896. Uccisa a San Polo d’Enza (RE) il 29 Marzo 1945.[12]
  11. Busani Filomena di Nicola, di anni 52, uccisa il 6 Ottobre 1944 a Reggio Emilia e sepolta nel cimitero suburbano.[13]
  12. Casoli, uccisa a Scandiano il 5 Settembre 1945 assieme al fratello Gigetto e al padre.[14]
  13. Cattani Erminia di Guido, classe 1921, Brescello (RE), prelevata da una banda partigiana il 5 Marzo 1945. Il cadavere riesumato in podere Tarcia al Borgo Sopra e sepolta a Brescello.[15]
  14. Cattani Tognoli Clotilde, Segretaria del Fascio Femminile Repubblicano di Scandiano, di Giuseppe e Violi Virginia, nata a Scandiano (RE) l’11 Luglio 1905 ivi residente. (Coniugata con Tognoli Silvio). Uccisa il 4 Maggio 1944 a Pratissolo di Scandiano mentre rincasava.[16]
  15. Cavazzini Maria, Campagnola (RE), uccisa a Praticello di Gattatico l’8 Aprile 1945. Era stata prelevata con altre tre persone: Paglia, Strozzi e Salati.[17]
  16. Cigarini Bertani Ernesta, residente a Codemondo (Reggio Emilia), uccisa il 16 Febbraio 1945 durante il massacro dell’intera famiglia da parte di una banda partigiana.[18]
  17. Cocchi Mafalda di Luigi, di anni 28, uccisa il 20 Novembre 1944 a Reggio Emilia.[19]
  18. Colognese Esterina di Giulio, di anni 45, Reggio Emilia, uccisa il 25 Aprile 1945 a San Pellegrino.[20]
  19. Corbelli Zefferina di Emilio e di Berretti Maria, nata a Carpineti il 24 Luglio 1884 e residente a Grassano di San Polo d’Enza (perpetua del parroco). Uccisa il 22 Settembre 1944 assieme a Don Aldemiro Corsi.[21]
  20. Dallari Duri Silvia, Villa Argine di Cadelbosco Sopra (RE), prelevata dalla propria abitazione il 6 Aprile 1945. Il corpo non è mai stato restituito.[22]
  21. Dodi Maria, residente a Reggio Emilia in via Emilia Santo Stefano, uccisa con due famigliari Dodi Pietro e Dodi Roberto il 17 Giugno 1944.[23]
  22. Fasan Dina di Eugenio e di Pilon Domenica, nata a Fossalta di Piave (VE) il 10 Febbraio 1926 e residente a Ligonchio. Uccisa a 19 anni il 17 Aprile 1945 a Febbio di Villa Minozzo, una delle più coraggiose agenti della Scuola Antiribelli di Ciano d’Enza.[24]
  23. Ferretti Clementina, di anni 29, Collagna (RE), uccisa il 30 Luglio 1944 a Villa Minozzo (era pure incinta e fu torturata). [25]
  24. Fervorari Edies, nata a Gattatico il 18 Novembre 1923 e residente a Castelnovo Sotto (RE), uccisa con la sorella Maria il primo Giugno 1946. Il corpo non è mai stato restituito.[26]
  25. Fervorari Maria, nata a Gattatico il 16 Luglio 1920 e residente a Castelnovo Sotto (RE), uccisa con la sorella Edies il primo Giugno 1946. Il corpo non è mai stato restituito.
  26. Filippi Costi Maria di Battista e Ruffini Filomena, Ramiseto (RE), coniugata con Filippi Lodovico. Uccisa assieme al marito il 6 Luglio 1944 in località Bosco di Nigone a Ramiseto.[27]
  27. Folloni Soragni Gina, fascista repubblicana, di Amilcare e Mora Irma, insegnante, nata a Guastalla (RE) l’11 Aprile 1905. Uccisa il 6 Maggio 1944 in via Ghirla di Pieve di Guastalla.[28]
  28. Franceschi Anna Albertina di Nello e Camellini Irma, nata a Viano il 4 Ottobre 1927, prelevata da casa con i genitori il 12 Marzo 1945. Le salme furono riesumate a Visignolo di Baiso nella primavera del 1946.[29]
  29. Franceschi Camellini Irma, coniugata con Franceschi Nello e madre di Anna Albertina, prelevata con la famiglia il 12 Marzo 1945. Riesumate le salme nella primavera del 1946 a Visignolo di Baiso.
  30. Ganassi Gina, residente a Rondinara di Scandiano (RE), uccisa a Visignolo di Viano il primo Gennaio 1945.[30]
  31. Gherardi Gherarda, nata a Parma il 7 Ottobre 1912 e uccisa a colpi di mitra in località Rio Spigoni il 31 Marzo 1945. Coniugata con Di Stefano Carlo – titolare della Farmacia di Baiso – ucciso nel Settembre 1944.[31]
  32. Ghidini Maria Domenica, nata il 13 giugno 1926, violentata e uccisa il 10 Marzo 1945 a Rio Saliceto (RE). Il cadavere fu rinvenuto in località Osteriola Podere Rustichelli nel novembre del 1947.[32]
  33. Ghisi Cafarri Alda, di anni 35, residente a Cadelbosco Sopra (RE), coniugata con Ghisi Federico, uccisa in casa il 15 Giugno 1944. Furono 6 gli uccisi della famiglia Ghisi di Cadelbosco Sopra.[33]
  34. Giangolini Bianca Bertolini, di anni 24, di San Giovanni Querciola – Viano (RE), uccisa il 10 Aprile 1945.[34]
  35. Gibertini Marina Bernardina, uccisa a Bazzano di Parma nel 45. Coniugata con Baccarani Primo, ucciso nell’Aprile del 45 a Cerredolo di Toano assieme al figlio Nando.[35]
  36. Giroldini Lina, Ciano d’Enza (RE), uccisa il 26 Aprile 1945.[36]
  37. Giuliani Ines di Ageo e di Messori Valeria, nata il 2 Marzo 1922 a Correggio (RE), uccisa il 16 Dicembre 1944 (Il padre Ageo Giuliani, invalido di guerra, ucciso il 29 giugno 1944).[37]
  38. Guidetti Marcella, Ausiliaria, di Domenico e di Gombi Domenica, nata il 19 Maggio 1922 e residente a Rivalta – Reggio Emilia, uccisa il 12 Febbraio 1945.[38]
  39. Iemmi Lina di Mario e Bisi Elvira, nata a Reggiolo l’8 Novembre 1924, residente a Guastalla (RE), uccisa il 6 Maggio 1945.[39]
  40. Iemmi Wilma di Pasquino e di Calderoni Elvira, nata a Reggiolo, residente a Guastalla (RE), uccisa il 6 Maggio 1945.[40]
  41. Iotti Marianna, di anni 56, nata a Gualtieri e residente a Cadelbosco Sopra (RE), uccisa il 28 Giugno 1945. (Madre di Agide Iotti prelevato il 29 Aprile 1945. La salma fu trovata nel 47 in una fossa comune).[41]
  42. Lombardi Pioli Argentina, uccisa nel 1944 (coniugata con Pioli Emilio ucciso a Reggio Emilia il 4 Gennaio 1946 nel carcere dei Servi). Il corpo non è mai stato restituito.[42]
  43. Maccagnani  Pierina, nata il 18 Settembre 1913 e uccisa a Campagnola (RE), il 16 Marzo 1945. Il corpo non è mai stato restituito.[43]
  44. Manini Marzia di Francesco e di Barbanti Silva Rosa, uccisa il 29 Ottobre 1944 a Castellarano (coniugata con il Dott. Mario Moratti). Il corpo non è mai stato restituito.[44]
  45. Mellini Annabice di Pietro e Franzoni Fernanda, Ausiliaria, nata a Luzzara il 27 Ottobre 1922. Occupata presso un ospedale da campo tedesco. Morta il 22 Maggio 1945 in località Veneria di Villarotta di Luzzara, dopo essere stata prelevata il 26 Aprile 1945 insieme a Benatti Maria. Dovettero subire dai partigiani un processo del popolo, taglio dei capelli, e furono violentate e uccise. Dei loro cadaveri emersero i piedi nelle acque del torrente Tagliata che passa nell’Agro di Villarotta. Il resto era affondato con macigni legati a fil di ferro. In quelle terre spadroneggiava il commissario politico, nome di battaglia Maggi”.[45]
  46. Miari Carmelita di Fortunato e Menozzi Ida, di anni 25, coniugata con Beltrami Mario. Nata a Reggio Emilia e residente a Roma. Prelevata il 25 Aprile 1945 da casa in via Castelli e uccisa sulla strada. Il corpo non è mai stato restituito.[46]
  47. Montanari Destra di Erminio e di Sassi Domenica, nata a Vezzano S/C, il 17 Maggio 1906 e residente a San Polo, uccisa a Grassano il 6 Settembre 1944. Il corpo non è mai stato restituito.[47]
  48. Moretti Marzia, Scandiano (RE), uccisa il 29 Ottobre 1945. [48]
  49. Mosca Fedora Sanna, coniugata con Mosca Alessandro, residente a Reggio Emilia in via San Martino 21. Uccisa con il marito il 30 Aprile 1945 a Villa Curta di San Maurizio. Il corpo non è mai stato restituito.[49]
  50. Motti Montecchi Rosa di Giovanni e Cavandoli Angela, nata a Vezzano S/C (RE) il primo Febbraio 1895 (coniugata con Motti Gildo), uccisa assieme al marito e al figlio Aldo il 18 Febbraio 1945. [50]
  51. Nicolini Marisa di Umberto, nata il primo Febbraio 1927, violentata e uccisa insieme al padre il 10 Marzo 1945 a Rio Saliceto (RE). I corpi ritrovati nel Novembre 1947 in località Osteriola Podere Rustichelli.[51]
  52. Rocco Oliveti Alba di Agostino, di anni 31 (coniugata con Rocco Beniamino – Maresciallo di Polizia). Prelevata da casa col marito a Cadelbosco Sopra (RE) l’11 Gennaio 1945. Salme riesumate il 16 Febbraio 1945, dietro il cimitero di Fosdondo.[52]
  53. Olmi Alberice, nata il 13 Settembre 1927 a Savognatica di Carpineti (RE), uccisa il 20 Dicembre 1944.[53]
  54. Orlandini Amelia Paola di Umberto e di Lombardini Elide, nata il 6 Febbraio 1930 a Reggio e residente a Sesso (studentessa di ragioneria presso l’Istituto Tecnico Angelo Secchi”). Uccisa il 19 Dicembre 1944 alle ore 20,30 a Sesso nella propria casa col padre Umberto, la sorella Benita ed altri.[54]
  55. Orlandini Benita di Umberto e di Elide Lombardini, di anni 20, uccisa il 19 Dicembre 1944 alle ore 20,30 a Sesso nella propria casa con la famiglia. [55]
  56. Orvieti Domenica, Villa Minozzo (RE), uccisa il 24 Gennaio 1945.[56]
  57. Pagliarini Melli Anna, di anni 62, nata a Cadelbosco Sopra e coniugata con Melli Ladislao, sopravvissuta al marito ed ignara della sua sorte, fu prelevata da casa la sera del 12 Maggio 1945. Il suo cadavere, “orribilmente sfigurato fu ritrovato a San Savino di Castelnovo Sotto il 25 Maggio 1945 (Testimonianza di Don Giovanni Maccari).[57]
  58. Pigozzi Argia, residente a Reggio Emilia in via Porta Brennone, prelevata da casa il 20 marzo 1945. Il corpo non è mai stato restituito.[58]
  59. Rabitti Rustichelli Emma di Luigi (Vd. Rustichelli Medardo), uccisa il primo Maggio 1945 a Correggio nel podere Colombarone di Cà dè Frati.[59]
  60. Reverberi Elia, nata a Bibbiano il 23 marzo 1914 ivi residente. Prelevata da casa il 23 gennaio 1945 insieme con Zinani Pietro – non si ebbero più notizie. Il corpo non è mai stato restituito.[60]
  61. Rossi Lotti Enrichetta di Attilio, nata il 20 Febbraio 1915. Prelevata a Villa del Pino (Casina) dove era sfollata – incinta, morta il 15 Marzo 1945 all’Ospedale di Fogliano.[61]
  62. Rossi Spadoni Matilde e il marito Rossi Prof. Alfonso, prelevati dalla propria abitazione a Scandiano e uccisi il primo Gennaio 1945. Il corpo non è mai stato restituito.[62]
  63. Rotondo Ada in Marmiroli, nata a Reggio Emilia il 18 Ottobre 1896 e residente a Reggio Emilia (moglie del Commissario prefettizio di Novellara, Paolo Marmiroli). Uccisa il 24 Aprile 1945 a Fosdondo – sepolta a Novellara – in effetti pare che sia stata uccisa insieme al marito annegandola nel cavoun di Campagnola e che il cadavere sia stato portato successivamente a Fosdondo.[63]
  64. Rubbiani Elisa di Emilio (o Nello) e di Parisi Luigia, nata il 29 Febbraio 1908 a Castellarano (RE), uccisa a Montefiorino il 20 Luglio 1944.[64]
  65. Sacchi Bice di Pietro e di Ranieri Emma, nata a Bettola di Piacenza il 12 Agosto 1881, uccisa a Scandiano il primo Gennaio 1945. Il corpo non è mai stato restituito.[65]
  66. Sanna Giuffrida, residente a Reggio Emilia in via San Martino 26, prelevata il 27 aprile 1945. Il corpo non è mai stato restituito.[66]
  67. Sartori Rosalinda, nata a Scandiano il 27/10/1892, residente a Rondinara di Scandiano. Prelevata in casa il 25 ottobre 1944 ed eliminata, per morte presunta, dal Comune di Prignano nel 1946. Il corpo non è mai stato restituito.[67]
  68. Simonelli Emma, prelevata da casa insieme al cognato Violi Livio il 17 Marzo 1945, le spoglie furono ritrovate insieme a quelle del cognato a Pavullo, su segnalazione anonima.[68]
  69. Spaggiari Lea di Anastasio e Vecchi Maria (coniugata con Cavallini Battista), nata e residente a Scandiano, di anni 29. Uccisa a Coviolo il 12 Maggio 1945.[69]
  70. Spaggiari Rosetta di Amadio e di Messori Carolina, nata a Correggio il 6/10/1924. Sfollata a Sevignano di San Polo, viene uccisa nel settembre del 1944 a Grassano.[70]
  71. Storchi Incerti Ione di Luigi, coniugata con Tonini Primo Ottavio. Nata a Campagnola il 31 Agosto 1898, viene uccisa insieme al marito in Villa Boschi di Novellara, in località Pacchiarina, il 7 Maggio 1945.[71]
  72. Taglini Ortensia di Pietro e Rossi Adele, di anni 56 (coniugata con Pasquali Augusto). Nata e residente a Reggio Emilia, viene uccisa il 18 Maggio 1945 a Rivalta.[72]
  73. Tugnoli Lia, nata a Bologna, di anni 23. Prelevata a Cadelbosco Sopra il 29 Aprile 1945  e condotta a Cà de Frati. Il corpo non è mai stato restituito.
  74. Vender Tersilia, nata a Carpineti il 20 Dicembre 1904, impiegata comunale, uccisa il 24 Gennaio 1945. Il corpo non è mai stato restituito.[73]
  75. Viappiani Paolina di Paolo e Aguzzoli Carmela nata a Bibbiano il 30 Gennaio 1922 ed ivi residente. Uccisa assieme ad altre 23 persone a Cernaieto di Casina il 24 Aprile 1945. Paolina Viappiani venne catturata a Bibbiano dai partigiani nel Marzo 1945, ebbe un figlio, tuttora vivente, da un comandante partigiano.[74]
  76. Villa Gina di Giuseppe e di Sandrini Maria, nata il 26 Gennaio 1909 a San Polo d’Enza. Prelevata in casa e uccisi assieme al fratello Gino il 16 Febbraio 1945. Il corpo non è mai stato restituito.[75]

                                                                            *     *     * 

P.S. Il libro è in vendita nelle librerie “Del Teatro” e “Bizzocchi” a Reggio Emilia.


[1]S. Spreafico, Vol. V, 1, p. 203.

[2]E. Bianchini Braglia, Calvario Rosso. Marianna Azzolini. Storia di una violenza partigiana, Edizioni Terra e Identità, Modena, 2015.

[3]ANFCDRSI – RE Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi della Repubblica Sociale Italiana – Delegazione di Reggio Emilia, Reggio Emilia 1943 – 1946, L’ultima crociata, Fabbrico, 1994, p. 173, L. Tadolini, La Repubblica Sociale Italiana a Reggio Emilia. 1944. La crisi dei piani angloamericani di guerra partigiana, Edizioni all’insegna del Veltro, Parma, 2011, p. 98. Confronta S. Spreafico, I Cattolici reggiani dallo stato totalitario alla democrazia: la resistenza come problema, Reggio Emilia, 2001, Vol. III, p. 828, Secondo il parroco Don Romolo Grasselli i partigiani avrebbero ucciso (“delitto mostruoso”)  i 5  prelevati di Castellarano alla selva di Cerredolo e Saltino in rappresaglia ad un proprio fallito attacco ad una auto tedesca con cattura e fucilazione di un guerrigliero.

[4]G. e P. Pisanò, Il triangolo della morte. La politica della strage in Emilia durante e dopo la guerra civile, Mursia, Milano, 1992, p, 410.

[5]G. e P. Pisanò, cit., p, 411.

[6]ANFCDRSI – RE, cit., p. 149. S. Spreafico, cit., Vol. V, 1, p.185. G. Stella, Compagno Mitra, Dr. Gianfranco Stella, Ravenna, 2020, pp. 118-9.

[7]ANFCDRSI – RE, cit., p. 299.

[8]ANFCDRSI – RE, cit., p. 166. L. Tadolini, La repubblica Sociale Italiana a Reggio Emilia, 1945. Lo scontro frontale prima dell’invasione., Edizioni all’insegna del Veltro, Parma, 2015, p.117-118, il giorno del processo a Zanti, (dirigente del PCI del Comando Piazza del Cln, ndr) i partigiani prelevano un’Ausiliaria Anna Bassoli, una ragazza di 21 anni, nativa di Correggio”. F. Parmiggiani, L’altra metà della storia. Campagnola E. 1944 – 46, Fabbrico, 2004, p.4 era di famiglia poverissima, di Cognento, era diventata una ausiliaria della Rsi () era una bella ragazza, di carattere allegro, molto corteggiata”.

[9]ANFCDRSI – RE, cit., p. 222. S. Spreafico, cit., Vol. V, 1, p. 164, furono esposte ad ogni genere di umiliazione e violentate ripetutamente, Se, infatti in questi cinquant’anni, coloro i quali il 26 Aprile 1945, hanno violentato ed ucciso Anna Bice Mellini e Maria Benatti, ex Ausiliarie fasciste di Villa Rotta di Luzzara, gettandone poi i corpi in un canale, non sono mai ritornati, in silenzioso pellegrinaggio, in quei luoghi, se hanno custodito il loro segreto soffocando in se stessi ogni brivido di inquietudine e mortificando ogni slancio di un gesto riparatore, allora () i caduti per la causa della Resistenza sono morti invano ()”.

[10]ANFCDRSI – RE, cit., p. 190.

[11]ANFCDRSI – RE, cit., p. 166. F. Parmiggiani, cit., Nessuno ha mai spiegato perché sia stata uccisa la moglie di Carlo Bizzarri, Maria Bocedi: molto probabilmente il motivo è che avrebbe riconosciuto chi aveva prelevato suo marito. Carlo Bizzarri e sua moglie lasciavano due bambini di 5 e 7 anni.”

[12]ANFCDRSI – RE, cit., p. 295. L. Tadolini, cit., Vol, 194, p. 320. L’Ausiliaria Luigia Burani era la cuoca del Presidio di San Polo, dove viene prelevata il 20 Marzo 1945, insieme al cantante lirico Benatti e sua sorella Gina, ed altri due abitanti del posto.

[13]ANFCDRSI – RE, cit., p. 250.

[14]ANFCDRSI – RE, cit., p. 299.

[15]L.Tadolini, cit. (Rsi 1945), p. 368. ANFCDRSI – RE, cit., p. 156.

[16]L.Tadolini, La Repubblica Sociale Italiana a Reggio Emilia. 1944. Dal bombardamento angloamericano alla caduta di Roma, Edizioni all’insegna del Veltro, Parma, 2006, p. 121, Nel Comune di Scandiano scorre il primo sangue, quello di una donna: «in località Pratissolo sulla Provinciale Reggio – Scandiano veniva uccisa con quattro colpi di rivoltella ad opera di uno sconosciuto in bicicletta”. ANFCDRSI – RE, cit., p. 299. Secondo C. Cattani, in una nota personale del 6 Gennaio 2016, la Cattani aveva tre nipoti tra i partigiani, due Garibaldini, Carden e Claudio, Sergente Maggiore della 76 SAP. Un fratello comunista, un cognato nella 145^Garibaldi.”

[17]L.Tadolini, cit. (Rsi 1945), p.370. “Elementi partigiani in numero di 20 circa, dopo aver forzata la porta d’ingresso entravano nell’abitazione, percuotevano brutalmente suo fratello che per primo era sceso incontro e sparavano una raffica di mitra in direzione di sua sorella, senza tuttavia colpirla, che si era affacciata alla finestra invocando aiuto”. ANFCDRSI – RE, cit., p. 166.

[18]ANFCDRSI – RE, cit., p. 253. L. Tadolini. cit. (Rsi 1945), pp.191-201. L’intera famiglia Cigarini tenutaria dello spaccio di sali e tabacchi di Codemondo (RE) venne sterminata nella propria abitazione. Sopravvisse al massacro la nonna Rosa Devoti di 86 anni: “Crepitò il mitra alternando i colpi secchi della pistola automatica: le quattro vittime cascarono in lago di sangue. La vecchia Rosa con un urlo di belva ferita si slanciò verso i suoi cari e ricevette un colpo alla mano sinistra. I due bestiali assassini uscirono chiudendo la porta dietro di sé e lasciando tre cadaveri, una donna ferita ed un giovane agonizzante. La nonna cercò invano di rianimare i suoi cari mentre le due belve umane visitavano la casa saccheggiandola.” La storiografia antifascista e partigiana omette la strage dei Cigarini nella sua storia della Resistenza. Del crimine si trova solo un accenno in una nota che accompagna la timida frase non mancano episodi di violenza indiscriminata su civili () poi la noticina si pensi alla famiglia Cigarini di Codemondo (M. Storchi, Vincere si può, combattere si deve. Marsilio, 1998).S. Spreafico, cit., Vol. V, 1, p. 12/1, Vogliamo credere che l’avere accostato i volti di due madri, come Orsola Del Rio e Rosa Cigarini, nella parte iconografica del presente volume, non ci attirerà né l’accusa di «lesa resistenza» né quella di «irenismo» da sagrestani, accusa che, in ogni caso, per noi meno dolorosa di quella di «lesa umanità»”.

[19]ANFCDRSI – RE, cit., p. 254.

[20]ANFCDRSI – RE, cit., p. 254.

[21]A.Zanettini, La guerra tradita. Trecentomila vittime dopo il tradimento dell’8 Settembre 1943, Parma, 2016, pp.79-93 un suo mezzadro (di Don Corsi, ndr) da lui biasimato come ladro, col quale ha avuto una lunga causa in tribunale vincendo … Pare sia andato tra i partigiani comunisti annunziando che voleva vendicarsi del parroco uccidendolo”.

[22] L. Tadolini, cit. (Rsi 1945), p. 369, elementi partigiani in numero imprecisato, si presentarono all’abitazione del Sig. Dallari Adolfo in Villa Argine di Cadelbosco e con la minaccia delle armi intimavano di aprire. La signora ubbidiva solo quando i fuori legge muniti di una scala stavano per scardinare la porta. Non appena entrati i banditi riunivano tutti i famigliari in una stanza e dopo breve discussione con la signora (madre del Capitano Dallari di questo Comando provinciale) che l’avevano trattenuta in altro locale, si allontanavano portandola con loro”. ANFCDRSI – RE, cit., p. 161.

[23]ANFCDRSI – RE, cit., p. 257, fonte elenco pubblicato sul Meridiano d’Italia, settimanale pubblicato dal 1946 al 1961.

[24]ANFCDRSI – RE, cit., p. 121.L.Tadolini, cit. (Rsi 1944, secondo volume), pp. 180 ss. G. Franzini, Storia della Resistenza reggiana, ANPI di Reggio Emilia, 1995. p. 560, Per quanto concerne il settore del Giustizia furono concluse con la fucilazione le vicende giudiziarie () della signorina Dina Fasan. La Fasan aveva svolto opera di spionaggio ai danni del movimento partigiano. Il suo nome era citato in uno dei documenti appartenenti al Capitano Seifert della Scuola Anti-ribelli di Ciano”.

[25]ANFCDRSI – RE, cit., p. 186.

[26]ANFCDRSI – RE, cit., p. 177. S. Spreafico, cit., Vol. V, 1, p. 659, il sig. Fervorari Sante, da parecchi mesi sfollato in questa parrocchia mi prega () voglia compiacersi di aiutarlo nella ricerca di qualche notizia riguardo delle due sue figliole.”

[27]F. Abati, Il sentiero del traditore. Viaggio in Appennino al tempo dei partigiani, Alpine Studio, Lecco, 2018.

[28]S. Spreafico, cit., Vol. IV, p.39. “né sono risparmiate le donne: () a S. Giorgio di Guastalla la vittima è Gina Folloni”. L. Tadolini, cit. (Rsi 1944, primo volume), pp. 152-3, due sconosciuti uccidevano a colpi di pistola in via Gherla, Frazione di San Giorgio di Guastalla, la fascista repubblicana Folloni Gina”.

[29] S. Spreafico, cit., Vol. V, 1, p. 224.

[30]ANFCDRSI – RE, cit., p. 300. Confronta: S. Spreafico, Vol. V, 1, p. 203, “Il 1° Gennaio 1945, i partigiani nella zona di Scandiano prelevarono dalle abitazioni () Gina Ganassi: furono giustiziati sbrigativamente in luoghi diversi e si gettarono quindi i cadaveri nella fornace di Ca’ de Caroli”.

[31]ANFCDRSI – RE, cit., p. 153. S. Spreafico, cit., Vol. III, p. 749, riguardo la Farmacista di Baiso Gherarda Gherardi: è venuto stamane il padre a raccomandarla: purtroppo sono giunte notizie (non alla famiglia) che essa sarebbe stata uccisa”.

[32] F. Parmiggiani, cit, p. 5-6, Un terzo gruppo di partigiani si recò a prelevare Maria Domenica Ghidini, anche lei diciottenne. Sequestrati e sequestratori si avviarono in bicicletta verso Osteriola. () I prigionieri vennero portati nella casa vecchia, in uno stanzone, al camaroun, che serviva da deposito delle granaglie. () Una anziana signora dice che non ha più dimenticato le urla disperate di persone violentate e torturate provenienti quella sera dal camaroun”.

[33] G. Ghisi, L.Tadolini, I.Casali, Giacomo Ghisi. L’ultimo soldato della Battaglia di Fabbrico, Edizioni all’insegna del Veltro, Parma, 2022, p.19.

[34]ANFCDRSI – RE, cit., p. 308.

[35]Sul Meridiano d’Italia veniva riportato un Gibertini Bernardino a Cerredolo dei Coppi, ma seguendo il nome del marito Baccarani, si trova anche indicazione dell’uccisione della donna a Bazzano di Parma, confronta ANFCDRSI – RE, cit., pp. 184-185. In S. Spreafico, cit., Vol. III, pp. 736-8, si conferma il prelevamento di un Baccarani, ma Lauro, 736-8.

[36]ANFCDRSI – RE, cit., p. 154.

[37]ANFCDRSI – RE, cit., p. 197.

[38] L. Tadolini, cit., (Rsi RE 1945), pp. 171-176, mentre rientrava al Comando dopo aver riabbracciato i suoi cari nei pressi di Villa Coviolo è stata barbaramente trucidata”. S. Spreafico, cit, Vol. III, p.824, Altra vittima dell’odio fraterno. La giovane ventunenne Guidetti Marcella da ieri sera, ore 16,30, giace boccheggiante nel proprio sangue sulla strada Coviolo Reggio, uccisa mentre dalla casa di Rivalta si portava a Reggio, ove pernottava da mesi come ausiliaria dell’esercito repubblicano. La notizia, in sordina, passò rapida tra le varie famiglie, lasciando un senso di raccapriccio, misto a profondo smarrimento”.

[39]ANFCDRSI – RE, cit., p. 220.

[40]ANFCDRSI – RE, cit., p. 220.

[41]ANFCDRSI – RE, cit., p. 163 Due mesi prima avevano prelevato e ucciso suo figlio Agide.

[42]ANFCDRSI – RE, cit., p. 273.

[43]F. Parmiggiani, cit., p.8

[44]ANFCDRSI – RE, cit., p. 173.

[45]S. Spreafico, cit1; p. 164. ANFCDRSI – RE, cit., p. 222.

[46]ANFCDRSI – RE, cit., p. 268.

[47]ANFCDRSI – RE, cit., p. 295.

[48]ANFCDRSI – RE, cit., p. 301.

[49]ANFCDRSI – RE, cit., p. 269.

[50]ANFCDRSI – RE, cit., p. 307.

[51] F. Parmiggiani, cit., p.5.

[52]ANFCDRSI – RE, cit., p. 164

[53]ANFCDRSI – RE, cit., p. 170.

[54] L. Tadolini, cit. (Rsi 1944 2^ Volume), p. 227 ss..S. Spreafico, cit., Vol, V, 1, p.209.

[55]ANFCDRSI – RE, cit., p. 271.

[56]ANFCDRSI – RE, cit., p. 170.

[57]ANFCDRSI – RE, cit., p. 164..

[58]ANFCDRSI – RE, cit., p. 273.

[59]ANFCDRSI – RE, cit., p. 204.

[60]ANFCDRSI – RE, cit., p. 154.

[61]ANFCDRSI – RE, cit., p. 172.

[62]S. Spreafico, cit., Vol. V, 1, 203; vol. I, p. 275, Ma il Fascismo scandianese contava anche figure femminili di rilievo come () Bice Sacchi e Matilde Spadoni, una donna di notevole personalità e cultura, poi eliminate dai partigiani in modo assai crudele”. ANFCDRSI – RE, cit., p. 172.

[63]ANFCDRSI – RE, cit., p. 234.

[64]S. Spreafico, Vol. III, 828 I compagni sfogano il loro spirito di vendetta prelevando nottetempo alcune persone ritenute repubblicane e precisamente il farmacista e la figlia (Alessandrini), il segretario repubblicano e la figlia (Rubbiani)”. ANFCDRSI – RE, cit., p. 82.

[65]S. Spreafico, cit., Vol. V, 1, 203; vol. I, p. 275.

[66]ANFCDRSI – RE, cit., p. 277.

[67]ANFCDRSI – RE, cit., p. 302.

[68]ANFCDRSI – RE, cit., p. 307.

[69]ANFCDRSI – RE, cit., p. 278.

[70]ANFCDRSI – RE, cit., p. 296.

[71]ANFCDRSI – RE, cit., p. 235.

[72]ANFCDRSI – RE, cit., p. 279.

[73]ANFCDRSI – RE, cit., p. 171.

[74]Fabio Filippi e Pierluigi Ghiggini, Cernaieto. La Strage, la Croce e il Femminicidio di Paolina, Reggio Emilia, 2015.

[75]ANFCDRSI – RE, cit., p. 296.