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FOIBE: 15.000 morti e 350.000 esuli. Le bugie di ANPI di Istoreco e compagni vari.

DiUgo Scaramuzza

Feb 10, 2022

Ricevo dall’amico Mauro Zmarich e pubblico condividendo in pieno il suo pensiero.

L’ennesimo comunicato, uguale nei contenuti e nello spirito … Ogni anno, in occasione della giornata del ricordo, ANPI, istoreco ecc, pretenderebbe di spiegare a noi, figli degli esuli, figli di che ha conosciuto dolore, strazio, foibe, rabbia, indifferenza, umiliazione ma soprattutto, che è stato testimone del macabro e terribile disegno di sopruso ed acquisizione di territori che per storia, tradizione, lingua erano italiani da secoli … a noi, questi signori, vogliono spiegare come andò la storia, impossessandosi di essa, manipolandola e contestualizzando, nel periodo storico che interessa solo a loro, il ventennio fascista, giustificando crimini inauditi e soprusi di ogni genere, in un gioco terribile e falso di causa ed effetto, riducendo a qualche centinaio di morti quella che fu una delirante e sanguinosa pianificazione di occupazione e sterminio di massa, da parte dei partigiani comunisti di Tito …

La tragedia dell’esodo fu infatti, ben altra cosa, e di ben altra portata : coinvolse un popolo intero !!! (350,00 furono gli esuli, ed i morti tra i 10 ed i 15.000) che ebbe nell’Istria, ed in Dalmazia, la culla delle loro straordinarie civiltà, che a loro volta, furono parte integrante e fondamentale nello sviluppo della più ampia cultura Italiana, e che portò poi, al pari di altre regioni italiane, a coltivare sentimenti di irredentismo e di amore verso quella che era considerata la naturale madre patria, l’Italia … uno sviluppo sociale, culturale e linguistico, si pensi alla lingua Istroveneta, parlata da secoli, in Istria, od al dalmatico, idioma con radici addirittura neolatine, e parlato lungo la costa Dalmata, uno sviluppo che diede una chiara identità ai popoli che abitavano questi luoghi e che ora si vorrebbe fare passare da invasori.

La verità è che l’Istria, la bella e florida Istria, e così anche la Dalmazia, con le loro fabbriche, i cantieri, i loro alberghi facevano gola a Tito che usò qualsiasi modo per appropriarsene … Scatenò una guerra di classe in piena dottrina stalinista, dove l’oppositore politico, il non allineato, diventava l’intruso, ed andava soppresso, e le foibe, le fucilazioni sommarie, le deportazioni furono il mezzo che questo dittatore sanguinario usò per cacciare dall’Istria e dalla Dalmazia, chi da sempre aveva li vissuto in pace, ed il fascismo fu solo la scusa, e per voi, storici di parte, la millantata causa, per scatenare quella che invece fu, una vera e propria macelleria a cielo aperto che rappresentò l’occupazione titina di questi luoghi … Per oltre 50 anni gli esuli hanno vissuto nel silenzio, osteggiati in patria, come testimoni scomodi di un regime sanguinario, e del fallimento di un’ideologia ed in seguito, di un paese, nato dal sopruso e dalla violenza di un dittatore sanguinario.


Questo è il mio pensiero, di chi è testimone diretto delle memorie di mio padre Antonio, Istriano di Laurana (Fiume) il cui fratello Manfredi, morì infoibato nel l’aprile del ’45 da cittadino libero Italiano.
Mauro Zmarich.