Leggo l’intervento del Presidente del Consiglio comunale di Reggio Emilia Matteo Iori, relativo al Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo degli italiani del confine orientale e mi permetto, considerata la reciproca stima che ci lega, da anni, di fare alcune puntualizzazzioni.
In primo luogo la sua presenza, da quando è stato eletto Presidente del Consiglio comunale, è fissa, ogni anno che il Comitato 10 febbraio celebra il Giorno del Ricordo. Il clima nei suoi confronti non è mai stato ostile ed io l’ho sempre ringraziato nei miei interventi in quelle occasioni. Penso però che le polemiche strumentali di questi giorni, ed in parte anche il pensiero di Iotti, non tegano conto di due fatti fondamentali.
La legge 92 del 2004 che istituisce il Giorno del Ricordo è già la sintesi politica delle varie posizioni sulla tragedia delle migliaia di italiani uccisi nelle Foibe dalle truppe del dittatore comunista Tito. L’amico Roberto Menia, deputato triestino che la propose, mi ha sempre detto che fu il frutto di un confronto con il centrosinistra, che la votò.
Il Presidente della Repubblica Ciampi conferì la Medaglia d’oro al valore civile a Norma Cossetto, infoibata. In proposito penso che il Presidente Iori potrebbe prodigarsi affinché la via che il Consiglio comunale gli ha voluto titolare sia individuata ed inaugurata. Colgo con favore l’invito a che le istituzioni celebrino il Giorno del Ricordo ma gli rammento che dal 2007 al 2011, su mia richiesta, allora capogruppo di Alleanza Nazionale, il Sindaco Graziano Delrio consentì che si facesse una mostra nei locali della sede di Istoreco, con il loro patrocinio, ed un concero all’istituto musicale Peri, per ben 4 anni. Da quando è Sindaco Vecchi ciò non è più avvenuto e il Presidente Iori potrebbe chiedergli perché.
Alla luce di tutto ciò, penso che il dibattito storico sulle Foibe possa continuare, ma lo Stato ha già deciso, con voto ampiamente condiviso del Parlamento, con l’istituzione del Giorno del Ricordo, che fu una tragedia italiana, come ricorda ogni anno il Presidente Mattarella e quindi le istituzioni locali devono, come prevede la legge, promuovere iniziative per divulgarne la memoria di una tragedia italiana perché ad essere infoibati non furono solo fascisti ma prevalentemente persone che avevano il solo torto di essere italiani.
Considerata la stima e la confidenza che caratterizza i rapporti col Presidente Iori, mi permetto di chidergli, lunedì, in apertura di Consiglio comunale, di fare ciò che già fece due anni fa,leggere i pensieri di Graziano Udovisi prima di essere gettato nella Foiba, contenuti nel suo libro autobiografico “L’ ultimo testimone” e osservare un minuto di silenzio per tutte le vittime delle Foibe.
Portavoce Fratelli d’Italia Comune di Reggio Emilia