La conferma in tribunale della sentenza della Corte dei Conti, non può chiarire i “misteri” del crac EnCor. Dove sono finiti 28 milioni di euro?
Tralasciando che 6,8 milioni di risarcimento comminati al sindaco Iotti, al direttore Pellegrini e, se non verranno recuperati anche agli ex assessori e non saranno recuperati, perché non sono stati disposti sequestri cautelativi su proprietà.
Ricordo che Iotti sottoscrisse le famigerate lettere di patronage, quelle che indebitarono il comune, insieme agli ex assessori, stipulandole senza passare preventivamente dal consiglio comunale, come prescritto da regolamento enti locali (TUEL).Ma l’ex sindaco e la giunta, non agirono per conto proprio ma, sotto controllo e su mandato del PD.
Inoltre resta da capire la tesi dell’azione con dolo, visto che le scelte si basarono s’una pletora di consulenti e intermediari che procurarono clamorose trappole.
Solo per citarne 2: Matteo Coveri della Amtrade, il “compratore” (insolvente), poi ricercato dall’Interpol e finito in carcere in Puglia nel giugno 2018, con mandato d’arresto internazionale. Vinnaco Frezza, un fornitore, che sta scontando i 7 anni e 6 mesi per cui è stato condannato dalla Cassazione il 13 dicembre 2017, per truffe risalenti al 2004. Perché furono incaricati soggetti così?
Nel settembre 2013 interrogai la giunta comunale, sui 727.391 euro pagati per l’olio combustibile mai pervenuto. In più lo strano acquisto di vecchi motori navali risalenti alla Cecoslovacchia unita e risultati, guarda caso, inutili.
Poi dopo, nel 2016 emerse che l’intemediario Frezza, amministratore di “Pieffe Trade srl” fu scelto come mediatore con la società rumena “Nelli Oil Cel Tech”. Dunque, fu incaricato proprio uno che già nel 2004 fu arrestato platealmente dai Gico (il corpo speciale dalla Guardia di Finanza) per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, bancarotta fraudolenta, falso, frode fiscale e riciclaggio e per questo già precedentemente condannato dal tribunale di Ancona.
Il “selezionato” mediatore dichiarò che quella partita d’olio, pagata e mai arrivata, andò persa: “causa straordinaria nevicata che sfondò il deposito in Romania”. I personaggi col quale operava il Frezza furono definiti dalla Guardia di Finanza marchigiana “specialisti della truffa”, appellativo adeguato al crac EnCor.
Ora come allora solo la magistratura ordinaria non la Corte dei Conti cioè contabile, ha gli strumenti per agire, quindi speriamo che quell’indagine della procura Reggiana aperta 8 anni fa (dicembre 2013) giunga a qualcosa.
E il PD invece dei soliti proclami può mostrare fatti, pertanto rilancio la mia proposta: Considerando che la cassaforte del PD provinciale possiede almeno gli 8 milioni liquidi, dichiarati dalla “Fondazione Reggio Emilia Tricolore” costituita nel 2007 col patrimonio provinciale PCI-PDS-DS) e circa 45 immobili, tra cui alcuni in vendita, il “partitone” potrebbe, almeno in parte, rifondere il danno provocato. Invece di farlo ricadere tutto sui cittadini.
Presidente Circolo Fratelli D’Italia Correggio