La vulgata comune è questa: a Reggio Emilia prendono il potere i Socialisti, poi i Fascisti e infine i Comunisti.
Ci si dimentica, purtroppo anche nei convegni di studio, che ad un certo momento a Reggio, dopo anni di governo socialista, le opposizioni e gli scontenti riuscirono a creare una coalizione vincente e a prendere il potere.
La coalizione era nota come “Grande Armata”.
Raccontano Gino Badini e Luciano Serra nella loro Storia di Reggio <<Il 9 marzo in casa del negoziante Francesco Bagnoli si formò, presieduta da Giuseppe Menada che l’anno seguente avrebbe fondato le Officine Meccaniche Italiane … l’Associazione per il Pubblico Bene… i socialisti la definirono la Grande Armata>>.
Racconta il Balletti: << La sera del 26 giugno 1904 il trionfo dei collegati fu così strepitoso che sgominò i socialisti e stupì gli stessi vincitori: le elezioni di novembre ribadirono il chiodo e sbalzarono il Prampolini dal seggio di deputato portandovi l’avvocato Giuseppe Spallanzani. Questi avvenimenti parvero a tutti miracolosi >>. Sperare questi risultati sei mesi prima sarebbe parsa una follia.
In altre parole:<< Molti cittadini preoccupati di tante e sì rapide novità e dell’inevitabile gravarsi del bilancio>> si adunarono e scesero in campo. <<Si formò un partito che sceso in campo ebbe dai socialisti il nome Grande Armata. E la Grande Armata fu così compatta nella lotta che alle prime elezioni amministrative (26 giugno 1904) cacciò dal Comune i Socialisti, e nelle politiche del Novembre vinse col nome di un giovane avvocato lo stesso Camillo Prampolini provando così che la parte liberale era ancora la vera maggioranza del paese>>.
Della vicenda ne hanno scritto: Andrea Balletti, Gino Badini, Renato Serra, chi scrive e Mauro Del Bue, ma il ricordo e l’esempio di questi valorosi concittadini rimane ancora nell’ombra.