Nei giorni scorsi il nostro Vescovo Massimo Camisaca, ha tenuto una relazione al Congresso eucaristico internazionale di Budapest sul tema”I sacerdoti martiri in Italia e in Emilia-Romagna “.
Seppur pronunciato lontano da Reggio Emilia il tema è uno di quelli che tocca lo spirito e la carne della nostra provincia, dove furono 11 i sacerdoti uccisi da comunisti e nazisti dal 1943 al 1946,allorché il Vescovo Beniamino Socche’ lancio un appelo-ultimatum affinché cessasse la mattanza di sacerdoti, dalle nostre parti vittime, prevalentemente, di partigiani comunisti.
Questo tornare, da parte del Vescovo Camisasca, sul tema degli eccidi di sacerdoti, oltre un migliaio di civili, possidenti terrieri, uomini di cultura, piccoli commercianti, cittadini comuni, considerati, dai partigiani comunisti, da eliminare, in quanto ritenuti, spesso a torto, conniventi col fascismo, furono uccisi nella nostra provincia, merita di non essere lasciato cadere.
In passato il Chi sa parli di Otello Montanari ha portato solamente alla riabilitazione di Germano Nicolini, il partigiano Diavolo, non a volontarie confessioni, da parte di partigiani comunisti di dove fossero sepolte le vittime dei loro eccidi, con ulteriore dolore per le famiglie che attendono ancora di poter portare un fiore sul luogo dove furono sepolti i propri cari.
Dall’alto magistero del proprio ruolo, penso che il Vescovo Camisasca, potrebbe fare una iniziativa, che solo lui può decidere, nei tempi e nei modi per promuovere, a distanza di 76 anni una reale riconciliazione. Avrebbe un valore importante anche per la politica, in quanto, a distanza di tanto tempo, assistiamo a schermaglie tra i partiti politici che richiamano, se non addirittura utilizzano, argomenti che appartengono alla contrapposizione delle ideologie del novecento.
L’Italia ha bisogno, soprattutto di questi tempi, di superare un passato che non vuole passare e saper guardare al futuro con uno spirito di coesione nazionale.
Portavoce Fratelli d’Italia Comune di Reggio Emilia