Reggio Blog

Blog multitematico a Reggio Emilia e dintorni, uno spazio libero riservato a gente libera

Zingaretti lasciapassare festa dell’Unità

DiAndrea Nanetti

Lug 16, 2021

Ieri sera Nicola Zingaretti ha parlato a Festa Correggio, ovvero Festa dell’Unita, insieme al consigliere regionale Costa e la sindaca Malavasi, con cenone annesso.


Tralasciano i disastri dell’ex segretario Dem alla regione Lazio, come le mancate forniture di presidi anti Covid, Zingaretti ieri ha pontificato di “equità” e “vaccino bene comune” il cosiddetto “green pass”. D’altronde chiamarlo lasciapassare ricorderebbe altre dittature.


Ma poi, considerando che in Germania Frau Merkel ha respinto l’obbligo green pass e in mezza Francia stanno scoppiando rivolte contro quel lasciapassare, domando a Zingaretti: perché gli italiani per viaggiare o mangiare una pizza, dovrebbero esibire il passaporto vaccinale, mentre dall’africa sbarcano tutti, senza neanche quello normale?


Ho ascoltato ristoratori e baristi correggesi, preoccupati per la concorrenza scorretta delle cene PD lucrose (ed esentasse), proprio quando hanno finalmente riaperto a condizioni quasi normali, dopo lunghi mesi di lockdown, sacrifici, poi distanziamenti e regole drastiche ma spesso confuse (e inutili).


Da governo e amministrazione comunale, per aiutare questi esercenti in difficoltà, cos’è arrivato? Pressoché niente. In più, stando al PD, ora dovrebbero improvvisarsi pure gendarmi, controllando se chi prende un cappuccino, ha il lasciapassare? Imposto da quelli che abolirebbero le frontiere, siamo fuori di testa?


Quasi ovunque il PD ha declinato le sue feste ma a Correggio NO. E l’aiuto dei Democratici all’economia locale qual’è? Un profluvio di cene e controcene, come se nulla fosse, innescando quella concorrenza sleale, insidiosa per un settore, che più di altri paga caro le conseguenze delle regole Covid-19.
I tartassati locali pubblici pagano tasse, contratti e dipendenti abilitati, invece le feste dell’Unità hanno personale improvvisato e sono fiscalmente favorite, non pagano nemmeno l’Ires ma i prezzi sono gli stessi. Un confronto diseguale, proprio da quelli che si riempiono la bocca di equità.


Nessuno dice al partitone di rinunciare ai propri eventi e all’autofinanziamento ma, considerando la situazione, questo poteva contenersi a sponsorizzazioni, eventi culturali e ludici di pura aggregazione, senza fare ulteriore cassa con cene, cenette e asporti.


Ho partecipato alle iniziative e manifestazioni in sostegno di ristoratori e locali pubblici a Reggio, Modena e Bologna (come per #ioApro), mettendoci la faccia e ricordo che Fratelli d’Italia è solidale verso tutti i lavoratori della ristorazione, ancora una volta abbandonati e ci opponiamo a quell’incostituzionale e discriminatorio lasciapassare vaccinista. Difenderemo la libertà personale e di circolazione, sacra e inviolabile.