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La sinistra rinnega se stessa e appalta la sanità al privato

DiMarco Eboli

Giu 8, 2022

L’ Ausl di Reggio Emilia ha emesso un bando europeo per assumere a chiamata medici per i servizi di Pronto Soccorso, automedica e Medicina d’urgenza. Questa decisione, oltre a testimoniare le difficoltà in cui si trova la sanità pubblica, rappresenta una pesante sconfessione della politica sanitaria del centrosinistra che per anni ha contestato, ad altre Regioni, governate dal centrodestra, il ricorso od accordi di servizi con il sistema privato.

Per Fdi il privato non è mai stato un pericolo, ciò che conta, sempre, è la qualità del servizio sanitario ai cittadini. Il costo dell’operazione, qualora dovesse durare per un anno, è di 1,5 milioni di euro, un costo decisamente superiore ai costi che sostiene la sanità pubblica, con un aspetto legato ai compensi dei medici privati, con molta probabilità superiore, ai compensi dei medici pubblici, con i quali lavoreranno.

La domanda che Fdi si pone è chi pagherà i maggiori costi del servizio appaltato ai privati. Non vorremmo sbucassero ticket una tantum a carico dei cittadini. Il bando presenta però alcune lacune. In primo luogo, il 30 percento dei servizi appaltati ai privati, potranno essere sub-appaltati, quali non si sa. I privati che vinceranno l’appalto dovranno aver cessato ogni rapporto con il servizio sanitario pubblico da tre anni. Penso, che, se si tratta del personale medico, che lavorerà per l’impresa o cooperativa che gestirà il servizio, sia di fatto, un recupero di medici pubblici. Diverso è se il limite dei tre anni è relativo ai legali rappresentanti delle società che gestiranno l’appalto. In questo caso sarebbe curioso che un medico, da poco fuori dal servizio sanitario pubblico, si trasformi in imprenditore e fornisca, a costi più elevati, servizi sanitari.

Se così fosse, il limite dei tre anni dovrebbe essere elevato a dieci. Ultimo ma non meno importante aspetto, è la professionalità e i titoli di studio del personale medico privato che opererà nei nostri ospedali. Sulla equiparazione dei titoli di studio, tra sistema italiano ed altri è vaga, ma ciò che più ci preoccupa è l’assenza di ogni limite minimo di esperienza e servizio in strutture ospedaliere.

Senza la specificazione di questo punto, i cittadini potrebbero rischiare, proprio nei servizi delicati di Pronto soccorso, automedica e medicina d’urgenza, di essere assistiti da medici privi della necessaria professionalità.

Riteniamo pertanto doveroso rivedere il bando dell’Ausl e integrarlo con le precisazione chieste da Fdi.

Coordinatore comunale Fdi di Reggio Emilia