La gestione dell’Afghanistan è stata un disastro totale. Su questo sembrano tutti d’accordo; nel qual caso la cosa è già sospetta, perché così questo disastro resta senza padri. Tant’è; quindi ora che si fa allora? Su questo pare regnare una grande confusione. Eppure le ipotesi possibili non sono tante.
A
Ricominciamo da capo: guerra, bombardamenti sulle basi talebane, nation building, ogni tanto un convoglio americano salta in aria, foto di italiani che distribuiscono caramelle, servizi strappalacrime sulle donne in fila ai seggi elettorali etc, etc, etc. Al momento direi impraticabile.
B
Ce ne disinteressiamo completamente. Non sarebbe una brutta idea, ma a parte il fatto che non sanare le ingiustizie del mondo è qualcosa che ripugna alla sensibilità occidentale, almeno per le ingiustizie che godono di una certa stampa, c’è un problema più concreto: se ne disinteresserà anche la Cina ? E la Russia ? E il Qatar ? E la Turchia ? E il Pakistan ? E la stessa America, al di là delle politiche ufficiali ?
C
Il «dialogo serrato» con i talebani proposto da Conte, peraltro irriso per i motivi sbagliati. In realtà riconoscere politicamente un governo imponendogli al contempo delle stringenti condizioni è cosa che rientra nelle strategie diplomatiche fin dalla notte dei tempi. È molto più, ad esempio, di quanto si sia mai fatto con i sauditi, a cui abbiamo steso il tappeto rosso senza pretendere in cambio alcunché, anzi permettendo che giocassero per anni con i peggiori fermenti jihadisti.
D
Si trova un nemico dei talebani credibile, lo si riempie sotto banco di soldi e armi e si tenta di rovesciare il governo dall’interno. Quell’uomo è Massoud Jr ? Non mi pare molto credibile; invero non è mai successo che si sponsorizzasse qualcuno senza che poi questi si rivelasse peggio di quelli che doveva combattere. Ma questa è solo una sensazione. È però vero, in generale, che le dinamiche interne a quei mondi ci sfuggono spesso e che i non occidentali sanno bene come raggirarci, con le nostre fisime morali, ed è il motivo per cui talvolta i piagnucolosi esponenti delle minoranze oppresse invitati ai congressi della Bonino si rivelano fior di tagliagole. Insomma, bisognerebbe essere sicuri che il destinatario del sostegno sia a un tempo rappresentativo e affidabile. A monte di qualsiasi soluzione, però, c’è una domanda più ampia: CHI deve intervenire, per QUALI interessi ? Se si dà la risposta sbagliata a tale domanda non può esistere soluzione giusta.