Ho letto l’editoriale di Stefano Tamburini, dedicato ai 20 anni dal G8 di Genova, e ne ho avuto subito una sensazione di, non so se voluta o casuale, parzialità nel ricordare le terribili giornate dal 19 al 22 di luglio 2001.
La sede del G 8 era stata scelta dal Precedente Governo di centrosinistra presieduto dal leader maximo D’Alema. Il nuovo Governo, di centrodestra, Premier Berlusconi, aveva mantenuto invariato il luogo, Genova, come pure non aveva sostituito, essendosi da poco insediato il Capo della Polizia, Alfredo Di Gennaro, non un noto “fascista”, ma uomo di fiducia di Massimo D’Alema che lo aveva nominato.
Sin dal primo giorno le forze dell’ordine dovettero proteggere ed isolare la zona dove si svolse il summit internazionale per proteggere i capi di Stato dalla violenza dei Bkack bloc, estremisti italiani ed europei che con tecniche da guerriglia urbana misero a ferro e fuoco la città, distruggendo auto, vetrine dei negozi, delle banche e tutto ciò che gli capitava a tiro.
In questa situazione, il Governo di centrodestra e le forze dell’ordine garantirono il diritto a manifestare di chi voleva pacificamente protestare contro i potenti della terra e la globalizzazione. I manifestanti pacifici però non riuscirono ad isolare i Black bloc e le forze dell’ordine furono impegnate ad arginare le scorribande degli estremisti di sinistra.
I genovesi vissero giorni di terrore, blindati in casa. In questa situazione un giovane manifestante, Carlo Giuliani tentò di gettare un estintore addosso ad un giovane carabiniere, Carlo Placanica, che temendo per la propria vita, assediato all’interno di una autoblindo, sparò, uccidendo Giuliani. Da subito scattò la narrazione, tipica della sinistra, della Polizia “assassina”.
Il giovane carabiniere fu letteralmente subissato di minacce, nel periodo successivo, fu costretto, dopo qualche anno, ad abbandobare l’Arma e tutt’ora, a soli 40 vive una vita difficile.
A Carlo Giuliani, nel 2006,quando si insediò il Governo Prodi di centrosinistra, il Presidente della Camera e leader di Rifondazione comunista, Franco Bertinotti, fece titolare un aula della Camera dei Deputati. A vent’anni da quelle tragiche giornate di luglio, mi avrebbe fatto piacere leggere ricostruzioni giornalistiche più obiettive. Meglio ancora, mi sarebbe piaciuto che un qualsiasi giornale, avesse intervistato i genovesi, ostaggio per giorni della violenza dell’estrema sinistra.